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Patch cutanea o Protesi? Smettiamola di prenderci in giro. La verità detta da un portatore, che nessuno vuole che si dica

patch cutanea o protesi capelli

Diciamocelo subito: se stai cercando la differenza tra una patch cutanea e una protesi, la risposta è che non c’è. Punto.

Chi dice il contrario probabilmente sta cercando di vendere la stessa protesi al triplo del prezzo solo perché la chiama “Patch Cutanea di ultima generazione”. È tutto marketing, fuffa per farci credere che esista una magia tecnologica che in realtà è la stessa che usiamo noi da anni.

Chiamiamola col suo nome: è una pellicola

Sia che la chiami patch, sia che la chiami protesi Vloop da 0.03 stiamo parlando di una membrana sottilissima di poliuretano con i capelli iniettati.

La verità sulla durata? Se prendi una pellicola da 0.03 (che molti centri spacciano per la “patch miracolosa”), dopo un mese è da buttare. È sottilissima, bellissima, ma si strappa solo a guardarla e i capelli volano via. Se hai soldi da buttare ogni 30 giorni, è la scelta giusta perchè è soluzione “regina” in termini di resa estetica, ma se cerchi una soluzione “intelligente” devi guardare oltre il marketing.

La mia scelta: la Vloop 0.06 mm

Dopo anni passati a testare ogni tipo di sistema, io ho trovato la pace con la Vloop 0.06. Perché? Perché è il compromesso perfetto che nessuno ti consiglia perché preferiscono venderti il ricambio mensile.

  • Invisibilità: È di altissimo livello proprio come la 0.03. Se la installi bene, l’effetto sul front è lo stesso: i capelli sembrano uscire dalla cute.
  • Durata: Qui sta la magia. A differenza della “patch” ultra-sottile che “si consuma” in sole 3/4 settimane, la 0.06 resiste molto di più, io riesco a farla durate 4 mesi abbondanti. È più robusta, i capelli tengono meglio e non vivi con l’ansia che si rompa durante una manutenzione. È la scelta di chi vuole essere perfetto ma non vuole essere schiavo del portafoglio.

E se vuoi ancora più resistenza? La Vloop 0.08

Per chi invece non vuole pensieri e punta alla massima durata, c’è la Vloop 0.08. Sia chiaro: l’invisibilità è leggermente inferiore rispetto alle sorelle più sottili, ma parliamo comunque di un sistema che batte dieci a zero i “parrucchini” di una volta. Se non porti i capelli sparati all’indietro con il front completamente scoperto, è una soluzione bomba che ti garantisce mesi di tranquillità.

Il segreto della produzione: dove nascono davvero queste protesi?

Qui arriviamo al punto che fa arrabbiare molti “professionisti” del settore: la verità sulla provenienza. Esiste un tabù che nessuno vuole rompere, ovvero il fatto che le protesi e le patch vengono prodotte esclusivamente in Cina.

Non facciamoci incantare da chi parla di “laboratori interni”, “produzione artigianale italiana” o “centri di ricerca locali”. È una bugia commerciale. I laboratori specializzati, capaci di annodare o iniettare a mano migliaia di capelli su membrane sottilissime, si trovano tutti in Oriente. È un’industria iper-specializzata che non ha eguali in Europa.

Il trucco dei prezzi gonfiati (anche online)

Il problema nasce quando queste protesi arrivano ai rivenditori. Molti centri le ribattezzano “Patch Luxury” e le vendono a 1.000 euro, ma facciamo attenzione: questo meccanismo è sbarcato anche sul web.

Navigando online alla ricerca di risorse oneste, mi sono imbattuto spesso in rivenditori che seguono lo stesso schema dei centri fisici. Invece di chiamare il prodotto con il suo vero nome tecnico — che sia Vloop, Full Lace o Pellicola iniettata — inventano nomi fantasiosi di sana pianta. Lo fanno per un solo motivo: impedire di confrontare i prezzi e poter chiedere molto di più per lo stesso identico impianto.

La differenza di prezzo non sta nella qualità, ma nel ricarico che decidono di applicare. Pagare 300 o 400 euro per una Protesi Vloop 0.06 online, solo perché l’hanno chiamata con un nome “esotico”, non ha alcun senso.

La mia considerazione personale

Scusate il tono duro e crudo, e la schiettezza di questo articolo ma sono abituato da sempre a dire le cose che penso e come stanno realmente.

È proprio questo motivo, infatti, che mi ha spinto a creare Vertohair: volevo che esistesse una risorsa dove le protesi venissero vendute al loro giusto prezzo, senza nomi inventati e senza ricarichi folli.